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“Artisti a Londra”: Martin Gayford racconta i grandi maestri inglesi del dopoguerra

Lo scenario

Londra 1940 – La guerra aveva isolato la città sotto assedio dal resto d’Europa. In quegli anni la bohème londinese che si radunava a Soho rappresentava un un mondo letterario e artistico sempre più ristretto: molte figure di spicco erano partite per la guerra. I pittori rimasti erano stati respinti o espulsi dal servizio militare. Le arti come ogni altro aspetto della vita, erano state razionate e ridotte drasticamente. Tuttavia, nel bel mezzo di quella epocale distruzione, qualcosa stava cambiando, nuove idee stavano nascendo nelle menti di quei futuri artisti inglesi che da lì a poco avrebbero segnato per sempre il futuro dell’arte.

In “Artisti a Londra” (Einaudi, 2018), Martin Gayford racconta, come mai è stato fatto finora, una delle pagine più emozionanti della storia dell’arte, quella della scena pittorica londinese dal dopoguerra ai primi anni settanta (1945-1970). Lo fa attraverso le conversazioni intrattenute con alcuni testimoni e i diretti protagonisti di quell’epoca, tra i quali: Francis Bacon, Lucian Freud, Frank Auerbach, David Hockney, Bridget Riley, Gillian Ayres, Frank Bowling e Howard Hodgkin.

Si tratta di un vero e proprio romanzo storico-artistico con tante illustrazioni e fotografie documentarie, dove le vite degli artisti si incontrano e mostrano quanto a Londra la pittura, contrariamente a quello che negli anni è sempre stato dichiarato, fosse viva e vegeta.

La Scuola di Londra

Secondo la ricostruzione dell’autore possiamo parlare di una vera e propria “Scuola di Londra” dove  

“la barriera fra “astratto” e “figurativo” – che a volte può sembrare una vera e propria cortina di ferro – era in realtà molto più porosa.  Ci sono state personalità che hanno attraversato questo confine in entrambe le direzioni. Erano tutti convinti che con la pittura avrebbero potuto realizzare opere che non sarebbero riusciti a creare con altri mezzi, per esempio la fotografia. Questo era il fattore che li accomunava: la convinzione che questo antico medium potesse fare cose nuove e meravigliose” (Martin Gayford).

In conclusione

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Percorsi esistenziali si incontrano per creare uno straordinario intreccio narrativo, una grande eredità non solo per la cultura inglese, ma per il mondo intero. Incontri, coincidenze segnano il passaggio da un movimento artistico all’altro: dall’espressionismo al situazionismo, passando per l’astrattismo e la pop art. “Artisti a Londra”, in definitiva, è un emozionante viaggio nel tempo della storia dell’arte attorno alla genesi dei celebri capolavori dei grandi maestri inglesi. Gayford ha il grandissimo merito di andare in profondità, come mai nessuno a fatto, per mostrarci da molto vicino le passioni, le relazioni tra gli artisti, i cambiamenti della società inglese di quegli anni (più viva che mai), al di là di ogni categoria estetica.

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