La Tabakalera di San Sebastián: la cultura del dialogo

Si viaggia per trovare nuove ispirazioni, per imparare, per esplorare posti che non hai mai visto, per vivere esperienze che non hai mai vissuto. La mia ultima avventura a San Sebastián ha riservato importanti scoperte.

Ho soggiornato alla Tabakalera per soli due giorni vivendo tra i suoi enormi spazi, dove quotidianamente si sperimentano i limiti della creatività. È stato un po’ come quando scopri per la prima volta quel luogo che avresti voluto frequentare sin da bambino. Nessun limite alle idee e alla loro condivisione. Questo è il luogo dove ogni artista e amante della cultura vorrebbe sempre trovarsi, dove ogni creazione è sempre possibile. Quali sono i suoi segreti? Quale grande idea si nasconde dietro questo progetto? Scopriamolo insieme!

Quando la risposta arriva dall’architettura

La Tabakalera oggi é un Centro Internazionale di Cultura Contemporanea situato dove un tempo sorgeva l’antica fabbrica di tabacco di Donostia / San Sebastián. Dopo quattro anni di lavori di ristrutturazione, il centro ha riaperto le sue porte nel 2015 e oggi è diventato il luogo dove è possibile trovare ispirazione, dare sfogo alla propria creatività e condividere conoscenze, senza badare a spazio: l’intero edificio è alto ben 5 piani e occupa 13.277 m2 dell’area urbana.

Un progetto molto ambizioso, guidato dagli architetti Juan Manuel Montero Madariaga e Naiara Montero Viar, che restituisce alla comunità basca un inestimabile valore culturale. La Tabakalera è, infatti, il luogo dove la tradizione incontra il cinema internazionale (qui si svolgono molte prime proiezioni del Festival Internazionale del cinema di San Sebastián ed eventi in compagnia di registi e studenti di cinema provenienti da tutto il mondo), l’innovazione digitale e ogni forma d’arte: di frequente capita che gli artisti della cultura basca – come nel caso della temporanea That Time – dialoghino con i grandi maestri della pittura internazionale come Francis Bacon e Fernand Léger.

Ogni dettaglio architettonico dell’edificio è stato progettato per favorire l’interazione tra le installazioni artistiche presenti e i visitatori. È proprio questo il caso dell’opera concettuale “Making Conversation” (2019): una volta superato l’imponente e luminoso ingresso si viene travolti letteralmente da un’insolita atmosfera, frutto delle composizioni sonore dell’artista crys cole. L’opera si ispira alle sue sessioni di ascolto notturne che si sono svolte a Ubud (Bali) ed evoca paesaggi uditivi, frutto della complessa interazione tra suoni domestici, attività di strada, suoni naturali, suoni industriali e meccanici. La composizione artistica, ascoltabile solamente lungo le scale dell’edificio, non riproduce fedelmente le registrazioni effettuate sul campo, ma rappresenta un mix di suoni e sensazioni che hanno svolto un ruolo fondamentale nel processo creativo dell’artista. Il modo in cui questi suoni astratti e apparentemente scollegati tra loro coesistono nell’ambiente e interagiscono con i dialoghi dei visitatori, con i rumori generati quotidianamente da chi entra ed esce dalla Tabakalera crea un’affascinante “conversazione” tutta da vivere.

Nove aree tematiche: dal cinema alle arti figurative, dall’arte digitale alla moda

La sapiente progettazione e suddivisione dei grandi spazi della Tabakalera garantisce un’offerta esperenziale e interattiva senza precedenti: il progetto comprende nove aree tematiche: cinema, televisione, osservatorio tecnologico, arte contemporanea, disegno, cultura, suoni, scienze, mediateca e gastronomia, distribuite in sale cinematografiche, platò televisivi, zone di esposizioni, auditorium, aule, laboratori creativi, spazi di incontro e dibattito, snack-bar, ristoranti e zone di svago.

All’interno di queste aree vengono messi gratuitamente a disposizione spazi, conoscenze e strumenti tecnologici all’avanguardia per facilitare i processi di apprendimento, sperimentare, sviluppare progetti e far crescere le comunità e le reti locali.

Medialab: come promuovere il talento attraverso la contaminazione culturale

Tra le varie aree presenti quella che più di tutte ha suscitato la mia curiosità è la sezione MEDIALAB. Il suo obiettivo principale è quello di promuovere il talento, contribuendo così allo sviluppo della capacità creativa e critica della società basca. Per farlo in modo efficace collabora con diversi progetti e istituzioni culturali: Festival di San Sebastian , Etxepare Basque Institute , Basque Film Library , Kutxa Foundation , Elías Querejeta Zine Eskola e Zineuskadi.

Per avere un’anteprima di Medialab puoi fare il tour virtuale qui.

Quando la risposta arriva dall’architettura

Mi sono sempre domandato quali caratteristiche debba avere oggi un luogo dove produrre e condividere liberamente cultura e arte. Probabilmente uno spazio ideale non esiste poiché è possibile realizzare arte in ogni luogo, ma se c’è una cosa che ho imparato in questi anni ascoltando le storie di vita degli artisti che ho incontrato in giro per il mondo è che ciò che fa davvero la differenza all’interno di un percorso creativo è l’interazione che si viene a creare tra ciò che ereditiamo e la contemporaneità. Nell’arte la connessione delle idee è tutto.

Come abbiamo visto, dentro la Tabakalera ogni cosa sembra partecipare alla logica del dialogo. Il progetto di riconversione di questo edificio è stato totalmente concepito con questo intento: promuovere il talento e ogni sua espressione attraverso la contaminazione culturale. In tal senso progetti come quello della Tabakalera possono dare una grande mano alle idee del futuro e fare la differenza.


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