A Torino, lontano dai percorsi turistici più battuti, c’è un luogo (in via Fiocchetto 15) dove l’attesa ad una fermata degli autobus si trasforma in una delle opere più suggestive della città.

Tra fiaba e realtà
Realizzata nel 2010 da Ericailcane in occasione del Festival PicTurin, l’enorme murale raffigura una scena tanto insolita quanto familiare: su una panchina siedono una capra, una pecora, una scimmia e un topo vestiti con abiti eleganti, mentre attendono l’autobus.

Le figure sembrano uscite da una fiaba di epoca vittoriana o da un antico bestiario medievale, eppure parlano con sorprendente forza del presente. Nonostante il loro aspetto singolare, c’è qualcosa di profondamente umano nella scena: chiunque può riconoscersi in quei corpi fermi, in quegli sguardi sospesi, in quel modo universale di vivere l’attesa.

Gli animali come specchio dell’uomo
Ed è lì che l’opera compie il suo miracolo: trasformare un momento qualsiasi in un’esperienza di consapevolezza. Gli animali, da sempre al centro della poetica di Ericailcane, diventano in questo caso simboli e specchi attraverso cui osservare l’essere umano nella sua contemporaneità. Nei loro gesti e nelle loro posture si riflettono abitudini, tensioni e fragilità di individui seduti l’uno accanto all’altro che condividono lo stesso spazio senza mai incontrarsi davvero.

