A Parigi, nel cuore del Marais, a pochi passi dal Centre Pompidou, in Place Igor Stravinsky, tra la celebre fontana di Jean Tinguely e Niki de Saint Phalle, troviamo il grande murale di Shepard Fairey, street artist statunitense conosciuto in tutto il mondo con lo pseudonimo di Obey.
L’opera, realizzata nel 2019, fa parte della sua produzione politica. Il titolo ufficiale è Knowledge + Action = Power, una frase-manifesto che ci ricorda come la conoscenza (o consapevolezza) da sola non basta per cambiare le cose.
Un messaggio che non resta confinato solo al titolo presente alla base del murale, ma trova piena espressione anche nella costruzione visiva dell’immagine. Fedele al suo stile, che rielabora l’estetica dell’Art Nouveau in chiave contemporanea, mescolandola alla grafica propagandistica e ai linguaggi della street art, Obey costruisce una composizione simmetrica, popolata da due figure femminili poste sopra una pila di libri, simboli di conoscenza condivisa, collaborazione e solidarietà.
Qui nulla è lasciato al caso: linee decorative, motivi floreali, colori netti e contrasti decisi guidano lo sguardo dello spettatore e rafforzano il contenuto politico dell’opera, creando un ponte diretto tra arte visiva e comunicazione sociale.

“The Future Is Unwritten”: musica, memoria e resistenza
Al centro dell’opera, tra le pagine di un libro aperto, una scritta cattura immediatamente l’attenzione: The Future Is Unwritten. Una frase che nasce dalla musica e dall’immaginario culturale legato a Joe Strummer, cantante dei Clash, e che è stata resa celebre anche dal documentario di Julien Temple Joe Strummer: The Future Is Unwritten (2007).
Nel contesto del punk britannico questo motto rappresentava il rifiuto radicale dell’idea di un destino già deciso, un invito a non rassegnarsi, a reagire davanti all’inerzia sociale per trasformare la realtà.
Il murale parigino raccoglie proprio questa eredità, insieme alla storia culturale e politica della città (dalle avanguardie artistiche al Sessantotto, fino alle controculture urbane contemporanee) e la proietta nello spazio pubblico, rendendola accessibile a tutti.
Obey a Parigi: la street art come presa di posizione politica
Dire che il futuro non è scritto, in questo caso, significa opporsi al fatalismo, rivendicare la possibilità di scelta, di responsabilità e di cambiamento collettivo. In questo senso, l’opera si configura come una presa di posizione chiara contro i nazionalismi e le derive autoritarie che attraversano il presente.
Non a caso, in un post pubblicato su Instagram il 23 giugno 2019, Obey commentava così il suo lavoro:
“Il murale Knowledge + Action è ispirato all’Art Nouveau ma con un messaggio molto attuale. L’apatia e l’ignoranza hanno promosso un declino della civiltà e dell’impegno civico di qualità, dando origine a forze che promuovono paura, divisione e nazionalismo. Dobbiamo tutti capire l’importanza di educare se stessi e di agire mentre plasmiamo il futuro”.
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