“My Secret Turin”: intervista doppia a Irene Perino e Alice Del Giudice

Tra le novità editoriali più interessanti presentate durante il 30° Salone Internazionale del Libro di Torino degna di nota è stata certamente la presenza di “My Secret Turin”, il primo libro di Irene Perino (edito da L’AIRONE EDITRICE). La guida, liberamente ispirata al suo celebre blog (“Le millemila cose da fare a Torino”) sarà disponibile in tutte le librerie dal 29 Giugno 2017. Attraverso questa doppia intervista, Irene Perino e Alice Del Giudice (illustratrice del libro) ci racconteranno la genesi  del libro e alcune interessanti curiosità.

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«Torino ama la primavera almeno tanto quanto ama il Risorgimento. In questa stagione ogni cosa sembra diventare possibile e tutto riprende vita. Ogni giorno, in ogni angolo, c’è una piccola rivoluzione silenziosa in corso. La città, nei toni pastello, è più femminile che mai. I ponti sui fiumi esplodono di colori, con splendidi vasi fioriti che accompagnano il loro attraversamento. Ogni cosa è illuminata dal sole e passeggiare è davvero liberatorio!».(My Secret Turin, p.14) Le descrizioni di Irene Perino contenute in questo libro sono molto suggestive. La sua prospettiva, completamente calata all’interno di ciò che racconta, trasmette entusiasmo e vitalità. Ci troviamo dentro un narrare dove ogni cosa segue la logica dell’esperienza e della meraviglia. Sarà forse questo il segreto della bellezza di questo libro?

 

Irene Perino 

 

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Irene Perino, ph. Giorgio Violino
Irene Perino, classe 1985, è una giornalista e guida turistica innamorata della sua città. Torinese al 75%, è laureata in storia dell’arte e ha un master in digital marketing. Dal 2011 è autrice di “Le millemila cose da fare a Torino”. Ama: i cri cri fucsia, l’arte contemporanea, la sua casa con un terrazzino da cui si vede la Mole Antonelliana, andare a letto tardi per chiacchierare, scattare polaroid e dire “verosimilmente”.

https://www.lemillemilacose.com

 

Alice Del Giudice

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Alice Del Giudice, ph. Giorgio Violino
Alice Del Giudice (1988) è un’illustratrice, grafica pubblicitaria e disegnatrice di cartoni animati. Piemontese di origini, cresce in Liguria e si diploma in Grafica pubblicitaria e fotografia, si trasferisce a Torino a 19 anni completando i suoi studi alla Scuola Internazionale di Comics.

https://www.instagram.com/alice_del_giudice/

 

Intervista a cura di Luca Greco

Irene, come nasce “My Secret Turin”?

«Nasce quasi per caso. Un giorno Alice mi scrive che un editore con cui collaborava le aveva proposto di illustrare questo libro, caratterizzato, come gli altri della collana, dalla compresenza di una scrittrice e un’illustratrice. Alice era già stata selezionata come illustratrice e l’editore stava cercando la persona a cui far scrivere la guida. Alice gli ha proposto me e lui, dopo aver letto il mio blog e altri miei lavori, si è convinto che fossi la persona giusta. E’ nata così la coppia Irene-Alice e My Secret Turin».

«Se Torino fosse donna, come sarebbe?» Irene, con questa domanda tu tracci, fin dalle prime pagine del libro, una bellissima analogia tra il capoluogo piemontese e l’immagine di una donna di circa trent’anni, determinata, gentile e testarda, concretamente creativa, amante dei film d’essai, che si coccola con la cioccolata calda quando fuori fa freddo. Continando a leggere la sua descrizione scopriamo ad un certo punto che il suo sogno fin da bambina è quello di voler diventare una scrittrice. Che genere di legame sussiste tra te e questa città? Possiamo dire che conoscere Torino, attraverso la tua guida, è un po’ come conoscere Irene?

«Il legame tra me e Torino è molto forte, forse perché sono una torinese al 75%, figlia di due torinesi e con tre nonni su quattro originari di questa città (ma attenzione: sono anche molto attaccata a quel mio 25% campano.)

Sono poi una guida turistica e per questo conosco a fondo la città e i suoi segreti. E proprio per condividerli e farli scoprire nel 2011 è nato il mio blog! Torino mi piace perché è una città a misura d’uomo ma al tempo stesso non ha nulla da invidiare alle grandi città europee.
Torino è come penso dovrebbe essere una donna di trent’anni che sta cercando la sua strada e il suo posto nel mondo. È la mia città del cuore e non solo perché ci sono nata e ci vivo ma anche perché mi assomiglia o forse spero di assomigliarle. In parte, la descrizione di Torino è una mia descrizione, è come spero di apparire agli altri. Quindi per rispondere alla tua domanda, sì, in parte, leggere il libro è un po’ come conoscere Irene».

Per citare le tue parole, «questo libro non avrebbe mai visto la luce se…» tu non avessi incontrato quasi per caso nel 2013 Alice Del Giudice, illustratrice del libro. Come vi siete conosciute? In quale misura il suo prezioso contributo artistico è stato determinante per la realizzazione di questo libro?

 «Anni fa, per ragioni diverse, entrambe ci siamo iscritte ad un corso di grafica pubblicitaria. Lei faceva il corso diurno e io il serale. Ci sono state però alcune occasioni in cui le nostre lezioni si sono accavallate. A dir la verità, abbiamo fatto poche lezioni insieme, forse due o tre.
Questi sono i casi in cui probabilmente, se non fosse esistito Facebook, io e Alice ci saremmo perse di vista. E invece grazie ai social network è stato facilissimo rimettersi in contatto e parlare del progetto! Durante la fase del lavorazione del libro, il contributo di Alice è stato davvero  fondamentale. Lei è stata la mia prima lettrice perché per realizzare le immagini è partita da quello che leggeva.

Le sue illustrazioni sono bellissime e catturano certamente  l’attenzione del lettore arricchendo di dettagli preziosi quello che ho scritto. La copertina poi, è un piccolo grande capolavoro: un libro con una copertina così bella si nota!».

E per te Alice, in quale misura il modo di vedere Torino di Irene è stato determinante per le tue creazioni?

 «Il contributo di Irene è stato determinante. Lei è molto elegante e coinvolgente quando scrive. Quando scrive sembra che racconti qualcosa ad un’amica. Nelle sue descrizioni mi ci vedevo dentro. I riferimenti fotografici e le sue parole  mi hanno coinvolta e il mio estro creativo volava. A livello artistico  è molto importante avere qualcuno al tuo fianco che sia in grado di spiegarti bene che cosa realizzare graficamente. È stato tutto molto naturale e sereno. Spesso non dovevamo neanche comunicare quello che volevamo fare: io disegnavo cose che lei immaginava e lei scriveva cose che io approvavo completamente. Se io avessi avuto il suo dono della scrittura penso che avrei descritto tutto nello stesso modo. Io, però, ho i disegni e quindi ci compensiamo».

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Alice Del Giudice e Irene Perino, ph. L. Greco
Insieme, siete davvero una bella squadra. Grafica e contenuti del libro sembrano fondersi organicamente in un unico corpo.  Alice, il segno distintivo delle tue illustrazioni è certamente l’attenzione al dettaglio, al particolare. Quali sono state le tue principali fonti di ispirazione durante le tue creazioni? Ti andrebbe di spiegarci, ad esempio, la scelta del carattere e delle decorazioni in stile “Liberty”?

«Sono stati mesi durante i quali ho viaggiato, ho visitato mostre, ho guardato film e ho ascoltato tanta musica. Ci sono più cose che ispirano un artista durante il processo creativo. Ad esempio, in questo periodo sia a livello di immagini che musicale sono stata ispirata dalla serie televisiva “Una mamma per amica” e dal film “Il favoloso mondo di Amélie”, ambientato a Parigi. Tra i vari artisti a cui mi sono ispirata c’è Kanako, l’illustratrice di “My Little Paris”, il libro che ha dato inizio alla collana di cui fa parte il nostro libro. Il “Liberty” è la mia corrente artistica e architettonica preferita. Sempre durante quei mesi sono andata a Genova a visitare la mostra di Mucha, da cui ho tratto ispirazione. La scelta dello stile è stata decisa insieme ad Irene. Torino è una città “Liberty”. Questo stile è un po’ il collante tra i miei disegni e il testo di Irene. È uno stile elegante e  femminile: è un po’ come il modo di scrivere di Irene e come il mio modo di disegnare».

Quali sono le tecniche che hai impiegato durante la tua lavorazione?

«Per una questione di praticità generale ho deciso di lavorare con il digitale. In particolare, ho scelto l’acquerello digitale (con i colori velati, tenui) perché volevo dare un’impronta più delicata ai miei lavori».

La sua originalità si evince anche dalla divisione del libro in stagioni. “My Secret Turin” è una guida tutta al femminile. Al suo interno, Irene, racconti, stagione dopo stagione, la bellezza del capoluogo piemontese, svelando alle tue lettrici i preziosi segreti per essere una torinese doc come lei. Come mai decidi di dividere il libro in stagioni?

«Torino è una città che ha una vocazione turistica da pochissimo tempo. Guide di Torino ce ne sono già, ma sono tutte, a mio parere, molto impersonali o troppo storiche. Torino solitamente viene percepita come una città da weekend. Attraverso questa divisione in stagioni invece, ho cercato di realizzare un prodotto che desse un immagine completamente diversa della città e che spingesse i turisti a fermarsi più di un fine settimana o tornarci più volte scoprendo una città sempre completamente diversa.
Ho cercato di trasmettere attraverso la scrittura l’idea dei contrasti e l’escamotage delle stagioni è stato molto utile per rendere quest’effetto. Torino è una città che vive di contrasti. Prima Alice ha parlato del Liberty. Del Liberty, ad esempio, adoro il fatto che sia uno stile leggerissimo, femminile e lineare, ma realizzato con dei materiali molto grezzi. Questa è la doppia anima di Torino: da un lato è una città grigia, buia e industriale e dall’altra parte, girando l’angolo, se sai come guardarla, è l’esatto opposto».

Stagione dopo stagione, anno dopo anno, Torino cambia e si apre all’Europa, al mondo intero. C’è un particolare momento che segna questa svolta: i Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006. Per citare le tue parole «Da quel giorno, la città assomiglia a quell’amica un po’ impacciata che, all’improvviso, fiorisce a nuova vita e da goffo anatroccolo, si trasforma in uno splendido cigno» (My Secret Turin, p. 11). Irene, che cosa accade esattamente dopo quell’evento così importante? Come cambia il modo di esperire la bellezza di questa città dopo le Olimpiadi del 2006?

«All’inizio ci fu molta diffidenza poi, pian piano, i torinesi hanno incominciato a guardare la città come non avevano mai fatto. Le Olimpiadi sono state il momento della svolta: più la città si trasformava, più i torinesi si riscoprivano legati ed orgogliosi di  essa. Tutto alla fine è stato perfetto, dalla cerimonia di apertura all’organizzazione. Torino si è quindi scoperta, come in quei programmi televisivi del “prima e dopo”, una ragazza bellissima che semplicemente non sapeva come valorizzarsi».

Recentemente “My Secret Turin” è stato presentato al 30° Salone Internazionale del Libro di Torino tra le novità più attese. Vi andrebbe di raccontarci come è andata?

Alice: «È un po’ come quando aspetti qualcosa che sta per arrivare, ma sei talmente emozionato e non riesci a renderti conto di quello che stai per vivere. Poi ti trovi dentro e tutto ti travolge. È stato bello e soprendente. Abbiamo ricevuto molto affetto e tanti complimenti dai nostri lettori. È come se in qualche modo avessimo esaudito il loro desiderio, cioè quello di poter avere una guida del genere. È stato bello vivere questo viaggio, questa esperienza insieme ad Irene. Con il Salone del Libro la nostra avventura ha preso una importante svolta e speriamo che ne porti altre di così positive».

Irene: «Io ho provato emozioni molto diverse allo stesso tempo. Con My Secret Turin infatti ho realizzato uno dei miei sogni di bambina: scrivere un libro. Io amo scrivere, da sempre. Ed è dalle elementari che aspetto questo momento!  Il fatto di aver scritto un libro però, mi trasmetteva contemporaneamente orgoglio e ansia. Orgoglio di aver realizzato un sogno nel cassetto; ansia  per il timore di scoprire come i miei lettori, già fan del blog, avrebbero preso la cosa. La prova del libro, per una blogger, è sempre difficile da superare.
In ogni caso, siamo contente di essere uscite in libreria proprio quest’anno, anno in cui il Salone cercava il suo riscatto. E noi l’abbiamo omaggiato nel nostro piccolo in questo modo. Per me essere di nuovo al Salone  è stato un po’ come vedere la mia evoluzione professionale: ci ho lavorato anni come hostess, poi sono stata invitata come blogger ospite nel 2013 e infine, nel 2017 ci sono tornata come scrittrice».

Progetti futuri?

Alice: «Io vorrei continuare questa avventura con Irene. Tra di noi c’è un feeling lavorativo e artistico che non si trova facilmente. Noi ci capiamo e ci completiamo. Spero ci sia del seguito. Probabilmente ne parleremo. Nel mentre continuerò a dedicarmi ai miei lavori da illustratrice per l’infanzia e come colorista per i cartoni animati. Vedremo poi cosa ci riserverà il futuro!»

Irene: «Prima di tutto, dedicherò tutto il tempo che posso al mio blog, perché è da lì che è nato tutto e gli devo molto. Mi piacerebbe poi nel prossimo futuro dare maggiore dignità e un’immagine più fresca a quel che circonda la mia amata città. Amo tutto quello che c’è intorno a Torino e non nascondo che mi piacerebbe davvero tanto scrivere un libro sul Piemonte».

 

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